Italian 1
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Versione A, rr. 1-5 |
|---|---|
| Si era seduta, rivolta verso l'ingresso, e aveva ordinato il pane e l'acqua (2) minerale. Lo aveva fatto per apparire disinvolta e invece manifestava un certo (3) nervosismo | Versione H,
rr. 2-3 |
| Versione B, rr. 4-5 | Versione C, r. 6 | Versione D, r. 2 |
|---|---|---|
| Voleva sembrare disinvolta, dunque (5) manifestava [...] | Dunque voleva sembrare disinvolta [...] | voleva sembrare disinvolta e invece [...] |
[A, r. 1] "Si trovava gia seduta, aveva ordinato l'acqua minerale [...]".
Qui c'è poca flessibilità della proposizione e quindi il risultato è
abbastanza staccato. Invece nel brano [H, r. 1] il contenuto e più
flessibile a causa dell'introduzione di una proposizione:
"Si era seduta, rivolta verso l'ingresso, e aveva ordinato il pane e
l'acqua minerale".
4.
Individua le modifiche che vengono apportate
alla descrizione dell'ambiente (luci e arredamento del ristorante) nei
passaggi B, C, D, E, F ed H.
[B, r. 1:] "Penombra." Un appunto. Una descrizione fisica.
[C, r. 2:] Introduzione della sensazione, "ambiente piccolo e discreto". Una
desrizione piu fisica. [D:] Niente descrizione e niente
ambiente. [E:] Niente descrizione e niente ambiente. [F, rr. 4-5] Una risposta
personale all'ambiente: "Era un luogo piccolo,
accogliente [...]." "I riflessi cadevano" ha un significato più
personale - dà l'impressione della riflessione filosofica e mentale
della protagonista. [H] Èinvece uguale al brano [F].
L'autrice sembra scontenta delle versioni [B] e [C],
invece nelle versioni [D] e [E] si lascia andare un poco
colla descrizione. Comunque, è nelle versioni [F] e [H] che
apprezziamo una risposta molto più personale nei confronti della
descrizione dell'ambiente.
5. Quali motivazioni / preferenze della protagonista
secondo te stanno alla base della scelta del ristorante? Analizzando tutti
i passaggi, spiega come l'autrice sviluppa e risolve questo tema.
[A, B, C]
La protagonista è stata già tanti anni prima al ristorante.
Il ristorante è adatto a lui (Gianluca/Vittorio): vicinissimo,
piccolo e non rumoroso, "poco romano". [D, E, F*, H*] L'autrice accorcia
le idee e l'unica evidenza di preferenza è che si tratta di un ristorante che la
protagonista non conosce bene. [F, H,]* "posto accogliente" -
osservazione attuale.
6. Come si evolve il personaggio maschile principale
nell’evocazione della protagonista? Nota e spiega le variazioni lessicali
e tematiche impiegate nei 7 passaggi.
La cosa più importante è che il personaggio maschile cambia di nome:
in [A] fino a [E], si chiama Gianluca; invece in [F] e [H] si chiama
Vittorio. In [A] e [B] la protagonista sceglie il ristorante pensando
a Gianluca: usa le parole "Le sembrò adatto. Non tanto a loro quanto
a lui." Non vuole che lui si senta a disagio. Però, nelle altre
versioni, pensa a lui in un altro modo: per il biglietto. La fa
pensare al passato: la scrittura e la stessa di "quarant'anni fa". E'
importante dire che la protagonista non ci dà una grande descrizione
dell'uomo. Sappiamo solo che non è necessario a causa,
paradossalmente, della sua importanza nel passato della protagonista.
7. Analizza correzioni e riorganizzazioni del testo
nelle 6 versioni a partire da B, alle righe 24-26 ca.
[A] parla di come si sente la protagonista, di un "dolore". Da quello
che è venuto prima, sappiamo che questo "dolore" è causato della morte
di Umberto, e, benché questo fatto venga nella stessa posizione in
[C], le righe seguenti parlano invece delle fotografie, ma ci sono
ancora dei sentimenti: "spesso si trasformava in passione". Perciò,
[D] diventa meno semtimentale, e impariamo come si sviluppano le
fotografie nell' "acido". [E] continua col processo di estrarre le
foto dall'acido, ma ci dà più informazioni, e ci spiega quant'è
difficile farlo. In [F], le parole "correggevano, cambiavano i rapporti
tra luce e buio" vengono viste in [E], ma non nelle righe 24-26.
Questo è un'aspetto tecnico, ma riflette anche sul presente ed il
passato. [H], invece, parla più di come sono le foto dopo averle
estratte.
8. Prendi in esame e commenta gli incipit (riga
1-3) delle 7 versioni. C'è una o forse più d'una tendenza
riscontrabile?
[A], [B] e [C] cominciano con "Si trovava già seduta", ma gli altri
con "Si era seduta". Sembra che l'autrice abbia deciso di usare
forme meno passive. In [A], non parla dell'uomo nelle prime tre righe, ma è
incluso in queste righe in [D] - [H]. Forse è importante per l'autrice
che l'uomo venga introdotto il più presto possibile.
9. Concentrando l'analisi sull'aspetto nominale
(sostantivi e aggettivi) e verbale (verbi e avverbi ) della lingua, verifica
le modifiche quantitative e qualitative nei 7 passaggi. (diminuzione /aumento
di agg./sost./ verbi; tipi di agg./sost/verbi usati, ecc.).
L'uso degli aggettivi e degli avverbi dipende da quello che l'autrice
sta descrivendo. Non parla in profondità del biglietto che aveva
scritto Gianluca e perciò non può usare gli aggettivi come
"identica, chiara, verticale" che usa nelle altre versioni. Ci sono
meno avverbi che aggettivi, forse perche la protagonista sta pensando
ai fatti invece che agli avvenimenti specifici. [C] è interessante,
perché vediamo che ripete le parole "piccolo e discreto" per
descrivere l'ambiente, forse per sottolineare com'è il ristorante o
forse è uno sbaglio che poi viene evitato.
10. Ci sono strutture / parole o gruppi di parole
/ incipit o finali di frase / o altri aspetti linguistici mantenuti più
a lungo, ripetuti o comunque privilegiati nei testi ?
Ci sono alcuni gruppi di parole che appaiono in ognuno dei sette
testi, ad esempio che Umberto "era morto da sei mesi",
espresso in altri modi come "Umberto morto sei mesi prima". La
descrizione del biglietto non esiste nel primo testo, ma il "dolore"
spiegato nel primo testo è unico. La protagonista ordina sempre
"il pane", e quando parla delle fotografie di lei, non usa ogni volta
le parole "quando era", e spesso solo "di lei ragazza".
1. In base a quanto notato nella parte I del questionario, soprattutto in relazione alle risposte 1.2.3.8.9.10., cerca di stabilire: i. a qual e tipo di scrittura tende Sanvitale Es.: scrittura più/ meno sobria; argomentativa/ per immagini, ecc. ii. se e come cambia il ritmo del brano. Es: più/meno misurato, [puoi usare la scala dei valori musicale] iii. come il tono della narrazione viene modificato Es: colloquiale/formale/ più o meno personale / riflessivo /nostalgico.
a) Sanvitale tende ad una scrittura evocativa, dove la nostalgia , con tutte le emozioni del passato ed il presente, è prominente. Non è argomentativa, riflette sul passato, e ci permette di arrivare ad una conclusione su noi stessi. Èanche una scrittura abbastanza filosofica, in cui Sanvitale esamina delle cose fondamentali, come la giovinezza, la vecchiaia e la morte. es.: "Le morti o sparizioni non hanno una graduazione logica d'importanza [...]."
b) All'inizio del brano, il ritmo è meno misurato che alla fine. Questo e a causa del soggetto che cambia. L'incipit parla delle cose generali, ed il fatto che attraversa molti anni vuol dire che il ritmo è abbastanza veloce, o "allegro", usando la scala dei valori musicale. Impariamo velocemente molto del suo passato, perché è possibile pensare al passato più rapidamente che vivere al presente. Però quando arriva Gianluca il ritmo e piuttosto "andante", e ci sono alcuni paragrafi più veloci quando parla del passato di nuovo. Questo succede mentre sta insieme a Gianluca all' "Orient Express". (È difficile dare degli esempi per quest'osservazione perché sarebbe necessario citare troppe righe).
c) Il tono della narrazione riflette il soggetto: si tratta di un suo
carissimo amico e di un passato pieno di buone memorie, perciò il
tono è più colloquiale e nostalgico. Ma quando parla delle cose più
serie, come la morte, anche il tono diventa più serio e formale.
2. Con riferimento particolare alle risposte n.
4, 5 e 6. della parte I del questionario verifica: i. Quale tipo di narratrice
impersona Sanvitale - es. autoritaria, omniscente, omo/eterodiagetica (che
partecipa o meno alla storia narrata); ii. La focalizzazione (punto di vista)
nella narrazione - es. la storia viene narrata esclusivamente dal punto di
vista della protagonista femminile; iii. Il tipo di caratterizzazione dei
personaggi - es. caratterizzazione a tutto tondo, stilizzata, ecc.
a) È difficile sapere quanto sono diverse le due persone, Sanvitale e la protagonista, e, secondo noi, Sanvitale è più o meno ovvia dipendendo dalla parte del brano. All'inizio, sembra che le parole vengano direttamente dalla bocca della protagonista, e l'autrice è quasi nascosta. Ma quando arriva Vittorio, sentiamo alcuni dei suoi pensieri, che non potrebbero venire dalla mente della protagonista, e perciò la narratrice cambia, come la storia, e diventa più omodiagetica.
b) come sopra
c) Il modo in cui Sanvitale introduce i personaggi è molto interessante. Comincia con i fatti piuttosto che con le descrizioni. Capiamo piano piano come sono o come erano le persone importanti nella vita della protagonista. Vedendo questo, sarebbe impossibile dire che abbiamo delle caratterizzazioni a tutto tondo. A pagina sette stiamo già imparando come la protagonista stessa: es. "Gianluca meritava che si mostrasse debole com'era". Questo ci mostra che conosciamo meglio i personaggi alla fine della storia, ed anche che le persone che vivono al presente sono cambiate da com'erano cinquant'anni fa.
d) Bisogna sempre avere un concetto principale da cui sviluppare il
racconto. Ci sono tante frasi che appaiono nel paragrafo [A] che sono
rimaste nell'ultima versione. Questo paragrafo introduce dei
personaggi e delle idee, e alla scrittirce è permesso di svilupparle
quanto vuole. Più tardi, capiamo il significato del "(19) loro comune
amico Umberto (20) che era morto da sei mesi", e abbiamo l'impressione
che la storia non sarà semplice, ma profonda e filosofica. "(23) Si
trattava invece (24) di qualche cosa piu profondo, misterioso,
angoscioso che anche lei, (25) da sei mesi si portava dentro [...]."
3. L'ultima stesura garantisce secondo te: i) Migliore
possibilità di sviluppo tematico ii) Maggiore/minore flessibilità
narrativa iii) Maggiore/minore coerenza stilistica. Argomenta le tue affermazioni.
Per l'ultima stesura l'autrice ha ormai deciso quali contenuti
approfondire. In [H] parla del biglietto, e quindi di Gianluca, gli anni
cinquanta e le fotografie, tre cose che sono importanti per l'intera
storia. Ovviamente, gli anni cinquanta e quello che facevano la
protagonista, Gianluca e Umberto, è fondamentale durante il resto del
brano. Però l'ultima stesura non mostra i sentimenti (visti in
[A]) che vive la protagonista pensando al passato e, secondo noi, è un
peccato. Perciò [H] non ha la migliore possibilità di sviluppo
tematico. Di conseguenza, Sanvitale ha ridotto le sue occasioni di
avere una narrativa flessibile, perchè, con meno tematiche, è più
limitata. Però la coerenza stilistica è ottima: corriamo da un tema
all'altro, senza neanche rendercene conto. "Un certo nervosismo"
conduce dolcemente verso Gianluca, lui poi verso "un anonimo,
gentile biglietto", quest'ultimo quindi verso la scrittura di Gianluca
com'era negli anni cinquanta, e dalla scrittura verso il passato e le
fotografie che occupano la maggior parte dell'ultima stesura come
dell'intera storia.
4. Commenta la scelta del titolo (Orient-Express) in
relazione alla dimensione temporale del racconto.
Prima di cominciare a leggere, sappiamo già del
famosissimo treno, l' "Orient Express". Quindi siamo già preparati per
un viaggio qualunque, sia emotivo, sia temporale. Invece nel libro
di Francesca Sanvitale, l' "Orient Express" non è un treno, ma un
ristorante. Tuttavia non è un qualsiasi ristorante ma un ristorante
che è stato di alcuna importanza nel passato dei nostri personaggi.
Mentre la protagonista aspetta un suo amico nel ristorante, lei
viaggia colla mente nel passato quasi con una nostalgia. Grazie alla
combinazione del titolo e dei suoi pensieri vaganti, si avverte
quest'atmosfera di viaggio nel tempo passato.
{...}=espunzioni/soppressioni; (...)= aggiunte/integrazioni
[E.1] Si era seduta , rivolta verso l'ingresso, e aveva
ordinato il pane e l'acqua minerale. Lo aveva fatto per apparire disinvolta e
invece manifestava un certo nervosismo. [F.1] Quando Vittorio aveva
telefonato, lei aveva proposto quel ristorante che non frequentava.
Era un luogo piccolo, accogliente. [C.1] Le sembro adatto. Non
tanto a loro quanto a lui {.} che lo avrebbe trovato confortevole, poco
romano. [F.1, rr. 5-6] Le luci erano discrete: ogni tavolo aveva un lume
schermato in giallo o in rosso, i riflessi cadevano sulle tovaglie di
Fiandra ben stirate.
[D.1] Prima, lui aveva scritto un anonimo, gentile biglietto. Lei
aveva notato la calligrafia identica a quella di quarant'anni
prima, {;} chiara, verticale, precisa. Non era invecchiata e per
questo manteneva un carattere da studente abituato ad appunti
funzionali e sintetici. [F.1-2, rr. 11-17 ] Poi aveva telefonato da Roma. Dalla
sequenza lei aveva dedotto che conservava alcune buone qualita:
semplice nei rapporti umani, mai doppi fondi, comportamenti corretti.
Le ragioni espresse nel biglietto erano certo quelle che lo avevano
provocato: aveva trovato moltissime fotografie di quando lei era
ragazza, fatte non solo da lui ma anche dal loro comune amico
Umberto, morto sei mesi prima, e poiche veniva a Roma aveva pensato
di portargliele {di persona}. [F.2] Nei primi anni Cinquanta molti giovani
giocavano ai fotografi. I ragazzi piu ricchi comperavano le
apparecchiature per la stampa. Vecchi bagni di servizio o stanze di
sgombero che le mamme accettavano di cedere, o una cantina dove
arrivasse l'acqua, si trasformavano in camere oscure. Stampare era
bellissimo. Ogni fotografia poteva essere variata in un processo
interminabile secondo [H.2] la carta, la permanenza nell'acido,
sottoesposta o sovraesposta, per i particolari scelti, il taglio, il
formato. Correggevano, cambiavano i rapporti tra luce e buio,
sbiancavano le loro foto semplificando i piani o le invecchiavano o
le riducevano a quadri astratti. [D.3] Erano d'accordo nel considerare
quei momenti felici. Lei preferiva la carta mat. Gianluca cercava
ombre all'antica nei paesaggi o nelle architetture, Umberto
preferiva nudi di donna se trovava soggetti compiacenti. In mancanza,
si dedicava ai contrasti delle forme, oppure al ritratto. Lei posava,
Gianluca e Umberto fotografavano. Lei si truccava alla francese, come
nel "Porto delle nebbie": impermeabile di Gian{a}luca con grosse
spalline, bocchino, sigaretta, espressione possibilmente intensa.
[H.3] Il modello era Michele Morgan. Inventavano varianti
all'americana, alla Doris Day, alla Lauren Bacall, con camicetta
maschile, con perle e vestito che lasciava le spalle scoperte, labbra
truccate rosso vivo...
2. I sei passaggi del racconto della Sanvitale sono stati prodotti artificialmente
per realizzare un esperimento sull'influenza del computer sulla scrittura
(leggi l'abstract).
Secondo te, cosa cambia principalmente con l'utilizzo delle tecniche informatiche
nell'analisi e nella composizione del testo? Nel testo della Sanvitale
hai notato caratteristiche specifiche attribuibili all'uso del word processor?
È noto che l'uso del computer aiuta chi deve analizzare un testo in modo logico e scientifico. L'analisi della stuttura di un testo, cioè le posizioni delle parole, è qualcosa che ha a che fare con la matematica, e quindi usare una macchina è molto utile. Però bisogna essere degli uomini per avere delle reazioni a ciò che si ha trovato, e, purtroppo (perché sarebbe molto più facile per noi!), un computer non possiede quest'aspetto personale. Non abbiamo notato nel testo caratteristiche specifiche attribuibili all'uso del word processor. Forse l'autrice viene influenzata dalla facilità di corregere e cambiare il testo. Può sempre andare indietro a vedere il suo testo precedente in contesto. Noi abbiamo editato un pezzo del testo con molta facilità scegliendo delle parti determinate che ci piacevano e estraendole fuori per combinarle con delle altre parti. In questo caso la scelta del vocabolo è stata visuale più che mentale: vedere le parole in bianco e nero potrebbe influenzare la scelta e l'ordine delle parole dell'autrice.
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in Sla - |